Relazione dell’assemblea Soci di Angsa
Veneto Onlus
tenutasi a Rosà
il 1 ottobre 2005
Rosà, 1 ottobre 2005
Si è tenuta a Rosà l’assemblea dei soci di Angsa Veneto Onlus.
L’incontro ha avuto un’appendice dedicata alla ricerca scientifica con la gradita partecipazione del prof. Zoccante e della dr. Battistella entrambi dell’Università di Verona, e del prof. Fortini fondatore e primo presidente di Angsa.
Nel suo intervento il prof. Zoccante ha illustrato il protocollo diagnostico utilizzato nella NPI di Verona (Borgo Roma) per i bambini autistici.
Il bambino viene generalmente osservato in ospedale in ricovero (2-3 gg.) o in regime di day hospital.
Viene fatto un bilancio di doppia natura:
Nella maggioranza dei casi la valutazione strumentale dà esiti negativi, quindi identifica l’autismo come una patologia ad eziologia sconosciuta.
Tuttavia l’autismo non è l’unica patologia ad eziologia sconosciuta, lo stesso si può dire per il 50-60% dei casi di ritardo mentale, così per l’epilessia.
Anche il ritardo mentale è un disturbo generalizzato dello sviluppo, si differenzia però dall’autismo giacchè, per semplificare, nel ritardo mentale si ha il caso di un soggetto che a 18 anni si comporta come un bambino di 9, mentre nell’autismo si danno comportamenti “bizzarri” che non sono comunque adeguati nemmeno a un’età inferiore a quella anagrafica.
Il prof. Zoccante ha ricordato come soltanto per i soggetti autistici si era avanzata nell’impostazione psicoanalitica l’ipotesi di una qualche responsabilità materna (teoria della mamma frigorifero).
Quindi, ha individuato i punti nodali della patologia “autismo” nei seguenti:
La singolarità di questa regressione è che tende poi a rientrare attorno ai 4-5 anni pur lasciando il soggetto all’interno dello spettro autistico.
La regressione si riferisce tanto all’area del linguaggio quanto alla sfera sociale dell’interazione (intesa soprattutto come condivisione attraverso l’aggancio visivo con l’altro).
D’altra parte ci sono anche i c.d. sintomi precoci, evidenziati prima della regressione, cioè prima dell’anno di età.
Il Prof. Zoccante ha riferito di essere stato a Oslo (Norvegia) presso il Prof. Reichelt.
La scuola norvegese parlava di un bambino che nasce con una difficoltà e poi, man mano che l’ambiente diventa difficile (da una posizione di “accudienza”, in cui il bambino viene tenuto steso, portato a braccio, nutrito, vestito si passa verso i 15 mesi a un ambiente che fa più richieste) il bambino si chiude in qualche modo su se stesso.
Quindi la regressione, di cui si parlava sopra, può essere la conseguenza di un “insulto ambientale” che va a interagire con lo sviluppo del bambino.
Esaurita questa parentesi, il prof. Zoccante ha illustrato il progetto di ricerca del prof. Calabrò (Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia).
Il prof. Calabrò intende verificare in circa 500 soggetti gli effetti del glutine nell’influenzare la patologia autistica.
In questi giorni verrà fissato il protocollo di esami cui verranno sottoposti i soggetti reclutati per partecipare alla ricerca (naturalmente per gruppi omogenei e per soggetti che non sono a regime di dieta no-glutine).
In ogni caso non ci saranno esami invasivi, perlomeno in questa fase iniziale; verranno raccolti campioni ematici, urine e feci.
Il Prof. Zoccante ha riferito che vorrebbe aggiungere a questi , altri due esami delle feci e del capello per verificare lo stato della flora batterica e la presenza dei metalli pesanti nei soggetti coinvolti.
Verso fine mese, quando sarà pronto il protocollo, verranno forniti i dettagli di questo progetto di ricerca.
Le mail di riferimento sono:
Il prof. Fortini nel suo intervento ha riassunto la sua esperienza che lo ha portato ad approfondire la relazione tra intestino e autismo raccontando come al termine di un lungo percorso personale di discernimento abbia ricevuto conferme nelle sue ipotesi da una biopsia intestinale eseguita sul figlio che ha evidenziato una importante infiammazione di origine sconosciuta, che interessava l’intestino a partire dal colon fino al duodeno.
Il dr. Balzola dell’Ospedale delle Molinette di Torino, racconta il prof. Fortini, ha avuto modo in seguito, di analizzare l’intestino di altri autistici rinvenendo le stesse condizioni infiammatorie. La cura farmacologica di questa infiammazione ha comportato per il figlio del prof. Fortini la riduzione dei comportamenti disturbanti tipici della sindrome e questo fatto potrebbe giustificare l’apertura di un filone di ricerca specifico e verificabile dalla comunità scientifica.
La relazione completa dell’intervento del prof. Fortini può essere richiesta a Angsa Veneto Onlus.
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Aggiornato al 14/09/2009 |