Disturbi mentali e disabilitā dello sviluppo dell’infanzia: il rapporto tra genitori e professionisti. Principi e strategie per costruire rapporti tra famiglie e operatori
Giacomo Vivanti
Vannini Editrice, 2006
L’autore, giovane psicologo con esperienze di lavoro nazionali e internazionali, in particolare in contatto con il prestigioso gruppo di ricerca della Yale University diretto da Fred Volkmar, sottolinea quanto sia stato importante per lui avere avuto, a lato dell’esperienza professionale, quella di militante nelle associazioni dei genitori.
Il libro č intessuto di testimonianze dirette di genitori, medici, psicologi, insegnanti in un panorama tutto italiano.
L’autore, che presenta dal di dentro la situazione di ognuno, non cade nella tentazione di mettersi dalla parte di una categoria contro l’altra, ma si mette nei panni di ciascuno e, con veritā e luciditā, mette in guardia contro il rischio che, nel conflitto tra le varie persone coinvolte, si dimentichi il bambino con le sue esigenze, i suoi bisogni e le sue sofferenze.
Viene evidenziato molto bene come lo stress creato dalla natura stessa dell’autismo crei le condizioni per conflitti e fratture profonde tra le diverse figure professionali e parentali. Ma vengono anche dette chiaramente le regole di buone prassi che possono prevenire i conflitti, come ad esempio la chiarezza nella comunicazione della prima diagnosi e delle successive valutazioni, compito difficile, ma doveroso del medico che deve curare anche l’aspetto contestuale, come ad esempio l’ambiente fisico in cui tali notizie, che cambiano la vita di una famiglia, devono essere comunicate.
Le sofferenze dei genitori, dovute in parte alla malattia, ma anche e non poco alla trascuratezza, all’incompetenza e alla scarsa empatia dei professionisti, emergono crudamente. Ma vengono evidenziati anche gli errori dei genitori, i quali possono avere comportamenti dannosi per i bambini, come nel caso di una mamma che cambia continuamente scuola al proprio figlio, pur avendo insegnanti competenti e motivate, evidentemente alla ricerca dell’impossibile miracolo; come nell’esempio del genitore che rifiuta che il figlio abbia una educazione personalizzata con momenti di insegnamento individuale, in quanto la costante permanenza in classe, anche se scarsamente utile al bambino, gli dā l’illusione che il problema non esista.
Da un’esperienza unica č uscito un libro di interesse eccezionale, che consiglio a tutti coloro che hanno a che fare con l’autismo: insegnanti, genitori e professionisti di ogni genere.
Daniela Mariani Cerati
Aggiornato al 29/11/2010 |